Comunicato  alle SOA n. 79 del 27 marzo 2013

OGGETTO:

       
  1. Chiarimenti in ordine all’ipotesi di richiesta di trasferimento  ad altra SOA della documentazione ricevuta ai sensi dell'art. 73, comma 8, del  D.P.R. 207/2010, a seguito di una prima designazione.
  2.    
  3. Correttezza dei dati presenti  nelle attestazioni SOA inserite nel casellario informatico

 

Sono stati richiesti all'Autorità chiarimenti in riscontro alle  richieste formulate da parte di alcune imprese, le quali, dopo avere designato  una prima volta una SOA, ai sensi dell'art. 73, comma 8, del D.P.R. 207/2010,  quale destinataria della documentazione utilizzata ai fini del rilascio  dell'attestazione da parte di un Organismo che ha cessato la propria attività,  hanno comunicato di volere annullare la precedente designazione, chiedendo  contestualmente alla SOA designata di volere ritrasferire la predetta  documentazione ad altra SOA..
Il Consiglio  dell’Autorità, nella seduta del 27 marzo 2013 ha ritenuto quanto segue.
L'art. 73 del D.P.R. n. 207/2010, al comma 8, stabilisce che:  "La SOA è tenuta a comunicare lo sospensione e lo decadenza  dell'autorizzazione, il fallimento e lo cessazione della attività, alle imprese  qualificate e a quelle in attesa di qualificazione entro quindici giorni dal  loro verificarsi. Nell'ipotesi di sospensione dell'autorizzazione, le imprese  possono indicare un'altra SOA cui va trasferita lo documentazione. Nel caso di  decadenza dell'autorizzazione, fallimento, cessazione dell'attività, le imprese  devono indicare, nei trenta giorni successivi alla comunicazione di cui al  primo periodo del presente comma, la SOA cui trasferire la documentazione. Se  l'impresa non provvede, l'Autorità nei successivi quarantacinque giorni designa  lo nuova SOA, secondo criteri oggettivi e predeterminati, dandone comunicazione  alla SOA designata. Le SOA sono tenute a trasferire lo documentazione alla SOA  indicata dall'impresa o, in caso di inerzia, dall'Autorità entro sessanta  giorni dalla data di indicazione. Il contratto per l'ottenimento  dell'attestazione di qualificazione, sottoscritto dalla SOA e dall'impresa,  prevede, in caso di sospensione dell'autorizzazione della SOA all'esercizio  dell'attività di attestazione, lo possibilità di risolvere detto contratto, su richiesta  dell'impresa."
I compiti della "SOA cui trasferire la documentazione"  sono quelli corrispondenti agli interessi pubblicistici scaturenti da quanto  statuito dall'art. 40, comma 3, del codice, in base al quale "... Le SOA  nell'esercizio dell'attività di attestazione per gli esecutori di lavori  pubblici svolgono funzioni di natura pubblicistica ...", e consistono nel  permettere alle imprese qualificate dalla SOA “cessata, fallita, ecc." di  continuare ad operare nel mercato dei lavori pubblici, tenuto conto che in base  all'art. 73, comma 7, “nelle ipotesi di sospensione o decadenza  dell'autorizzazione, ovvero di fallimento o di cessazione della attività di una  SOA, le attestazioni rilasciate ad imprese restano valide a tutti gli  effetti". Ciò, a condizione, beninteso, che l'impresa permanga in possesso  dei requisiti di qualificazione prescritti dal regolamento (art. 40, comma 9-ter  del D.Lgs. 163/2006).
A tali interessi corrispondono due distinte attività delle SOA  “subentranti": quella funzionale alla variazione o al mantenimento  dell'efficacia dell'attestazione già rilasciata -in quanto finalizzata al  perseguimento delle esigenze dell'impresa che si concretizzano nello stipulare  con la SOA "subentrante" un contratto avente ad oggetto una qualunque  variazione / integrazione / revisione della attestazione già rilasciata -e  quella utile all'estromissione dal mercato della medesima impresa, o al  ridimensionamento dell'attestato, qualora ricorrano i presupposti previsti dal  richiamato art. 40, comma 9-ter, del codice.
Ciò premesso, alcune imprese, dopo avere designato una prima volta  una SOA, ai sensi dell'art. 73, comma 8, del D.P.R. 207/2010, quale  destinataria della documentazione utilizzata ai fini del rilascio  dell'attestazione da parte della SOA che ha cessato la propria attività, hanno  comunicato di volere annullare la precedente designazione, chiedendo  contestualmente alla SOA designata di volere ritrasferire la predetta  documentazione ad altra SOA.
Tale richiesta non è stata ritenuta meritevole di accoglimento da  parte della SOA di prima designazione, in considerazione del carattere  perentorio del termine di giorni 30 (trenta) entro cui le imprese devono  effettuare la designazione e della mancata previsione da parte del legislatore  della possibilità per le imprese di revocare la scelta già effettuata,  essenzialmente per ragioni di certezza connesse alla natura di atto pubblico  dell'attestazione. Inoltre, sul piano civilistico, la SOA ha individuato nella  designazione una proposta contrattuale (art. 1326 c.c.) che, nel caso di  specie, sarebbe stata accettata.
A seguito del ricevimento di diffide da parte delle imprese  coinvolte, finalizzate a richiedere un intervento diretto dell'Autorità, in  qualità di garante di un pubblico interesse, al fine di imporre alla SOA il  trasferimento della documentazione, l'Autorità è chiamata a pronunciarsi al  riguardo.
In via preliminare, occorre ricostruire la fattispecie, che si  presenta di particolare complessità assommando profili pubblicistici e profili  civilistici, caratterizzati, questi ultimi dall'atipicità degli strumenti  negoziali utilizzati.
L'art. 76, comma 2, D.P.R. n. 207/20120 introduce il contratto di  attestazione come l'apposito contratto che l'impresa, che intende ottenere  l'attestazione di qualificazione, deve stipulare con una delle SOA autorizzate.  Il contratto è fonte dell'obbligo per la SOA di svolgere l'istruttoria e gli  accertamenti necessari alla verifica dei requisiti di qualificazione.  L'attestato, o l'eventuale diniego, deve essere rilasciato entro centottanta  giorni dalla stipula (art. 76, comma 3). Secondo quanto emerge dagli schemi di  contratto utilizzati dalle SOA, il saldo del compenso (in parte anticipato  all'atto della stipula) viene corrisposto alla SOA al termine dell'istruttoria,  prima del rilascio dell'attestazione. Dopo di che, tutte le attività incidenti  sulla validità dell'attestato di qualificazione, poste in essere dalla SOA dopo  il rilascio dell'attestazione, richiedono la stipula di un nuovo contratto.  Così è per la verifica triennale del mantenimento dei requisiti, effettuata  dalla stessa SOA che ha rilasciato l'attestazione originaria previa stipula di  apposito contratto (art. 77, comma 1) e così per le variazioni delle  attestazioni in corso, che richiedono la stipula di un nuovo contratto e il  riconoscimento di specifico compenso (così come desumibile dagli schemi di  contratto utilizzati dalle SOA).
Da quanto sopra sembra evincersi che oggetto del contratto di  attestazione è l'attività istruttoria - volta alla verifica del possesso dei  requisiti da parte dell'impresa - finalizzata al rilascio dell'attestazione.  Esauritasi l'efficacia del contratto originario, ogni nuovo intervento  sull'attestazione richiede la stipula di un nuovo contratto.
Per ciò che concerne le attività che le SOA continuano a svolgere,  per espressa previsione normativa, nei confronti dell'impresa qualificata anche  dopo il rilascio dell'attestazione - si fa riferimento, in particolare, alla  conservazione della documentazione e al monitoraggio del permanere del possesso  dei requisiti ex art. 40, comma 9-ter, d.lgs. n. 163/2006 - esse trovano la  propria fonte non nell'atto negoziale ma direttamente nella legge. Si tratta di  attività di rilievo pubblicistico che le SOA svolgono in forza di espresse  previsioni normative, nella propria qualità di soggetti che, ancorché privati,  svolgono funzioni pubbliche di controllo nell'ambito del sistema di  qualificazione, utilizzando anche poteri autoritativi in grado di incidere  unilateralmente su situazioni giuridiche dei privati (pronuncia della decadenza  dell'attestazione in caso di accertamento che la stessa è stata rilasciata in  carenza dei requisiti dal D.P.R. n. 207/2010 ovvero che sia venuto meno il  possesso di detti requisiti). Dunque, attività che le SOA svolgono non in forza  di un vincolo contrattuale ma nell'esercizio di una funzione pubblica  riconosciuta loro direttamente dalla legge.
Accogliendo una simile ricostruzione della natura del contratto di  attestazione, si dovrebbe ritenere che il trasferimento della documentazione ai  sensi dell'art. 73, comma 8, che avviene dopo il rilascio dell'attestazione, si  verifica in una fase in cui il contratto ha esaurito i suoi effetti e la SOA  agisce in qualità di soggetto preposto allo svolgimento di funzioni pubbliche.  Nel trasferimento della documentazione non sarebbe quindi rinvenibile una  successione nel vincolo contrattuale, ormai esauritosi, ma il trasferimento  della funzione di controllo ad altra SOA. Ciò dovrebbe permettere il  superamento dei limiti posti dall'effetto vincolante del contratto con la  conseguenza di consentire all'impresa di scegliere una SOA diversa da quella  designata in un primo momento.
Tuttavia, tale facoltà di individuare una SOA diversa cui  trasferire la documentazione è esercitabile fino a quando l’impresa non abbia  stipulato con la SOA precedentemente scelta un contratto avente ad oggetto  un'attività incidente sull'attestato di qualificazione (a titolo  esemplificativo, verifica triennale o variazioni minime).
A seguito della stipula di un contratto, infatti, l'impresa  risulta vincolata ad un rapporto di natura negoziale da cui non può sottrarsi  unilateralmente, con la conseguente impossibilità di "cambiare" SOA.
Si comunica, pertanto, che nel caso in cui l’impresa, dopo avere  designato una prima volta una SOA, ai sensi dell'art. 73, comma 8, del D.P.R.  207/2010, quale destinataria della documentazione utilizzata ai fini del  rilascio dell'attestazione da parte di un Organismo che ha cessato la propria  attività, rappresenti la volontà di annullare la precedente designazione,  chiedendo alla SOA designata di volere ritrasferire la predetta documentazione  ad altro Organismo, dandone contestuale notizia al predetto Organismo e alla  Autorità, la SOA precedentemente designata non può opporsi ma dovrà provvedere  al trasferimento.
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In merito al secondo punto oggetto del presente Comunicato, circa  l’esigenza di consentire la pubblicazione nel Registro delle Imprese della  Camera di Commercio di dati corretti, ricavati dalle attestazioni SOA inserite  nel casellario informatico, l’Osservatorio ha evidenziato alcuni errori in cui  incorrono le SOA nella compilazione delle medesime attestazioni.
In alcuni casi, le categorie di opere generali e specializzate  indicate nell’attestazione sono riportate dalle SOA difformemente da quanto  previsto dall’allegato A al d.P.R. n. 207/2010 (ad esempio, la categoria “OG1”  è indicata come “OG01”, ovvero la categoria “OS 2-A” è indicata come “OS 2A”).  In altri casi, le classifiche III-bis (fino a euro 1.500.000) e IV-bis (fino a  euro 3.500.000) sono riportate omettendo il carattere “-”
Tali errori nel casellario informatico comportano l'inserimento  nel Registro delle imprese di dati errati, considerato che l’art. 107 impone  che le camere di commercio, industria e artigianato acquisiscano i dati dal  casellario informatico di cui all’articolo 8.
Inoltre, gli stessi errori determinano, altresì, una disfunzione  del casellario informatico relativamente alle funzioni di ricerca per  categoria/classifica e l'impresa attestata non verrà evidenziata fra quelle in  possesso di una delle suddette categorie o classifiche.
Ulteriore disfunzione si verifica nel caso in cui la SOA,  nell’inserire i dati dell’attestazione nel sistema lotus che supporta il  casellario informatico, non limiti il nome del Comune dove l'impresa ha sede  legale ad un massimo di 20 caratteri. Qualora, infatti, in presenza di un nome  del Comune superiore ai 20 caratteri, la SOA lo inserisca superando detto  limite, ciò inibirà, non solo la visualizzazione del comune in cui ha sede  l’impresa, ma anche la ricerca stessa dell'impresa nella Regione dove il Comune  è situato. E, di conseguenza, l'attestazione non verrà considerata ai fini  della ricerca delle imprese attestate per regione.
Analoga anomalia di funzionamento si verifica nel caso in cui la  SOA indichi oltre al Comune, anche la specifica frazione ove ha sede l’impresa.
Ciò posto, in considerazione di quanto previsto dall’art. 107 del D.P.R.  n. 207/2010, e tenuto conto che occorre garantire il corretto utilizzo di tutte  le funzionalità proprie del casellario informatico, si comunica che le Società  Organismi di Attestazione, nell’espletamento degli adempimenti connessi  all’inserimento nel casellario informatico delle attestazioni relative alla  qualificazione delle imprese, provvedano:

       
  • a indicare le categorie di opere generali e  specializzate riportando per ciascuna di esse il corretto acronimo previsto  dall’Allegato “A” al D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, nonché le classifiche fino  a euro 1.500.000 e fino a euro 3.500.000 con l’esatto identificativo, così come  individuato nell’articolo 61, comma 4, del D.P.R. 207/2010;
  •    
  • a limitare fino ad un massimo di 20  caratteri, l’inserimento del nome del comune dove l'impresa ha sede legale, e  senza l’indicazione dell’eventuale frazione del comune stesso.

Tuttavia, considerato che è in via di approntamento il nuovo  sistema informatico di rilascio delle attestazioni SOA nel quale non saranno  più previsti campi a compilazione libera, si fa presente che l’esigenza di  adottare i predetti standard si pone soltanto in via transitoria, in attesa  dell’attivazione del nuovo sistema di rilascio delle attestazioni.

IL PRESIDENTE
Sergio Santoro