Delibera n. 247 del 8 marzo 2017

 

OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da ANCE Catania –  Procedura aperta per il completamento interventi di consolidamento,  ristrutturazione e adeguamento funzionale ex Convento Benedettine di Paternò –  Importo a base di gara: euro 444.750,95 - S.A.: CUC Paternò-Adrano-Biancavilla
PREC  102/16/L

Centrale di committenza – spese  di funzionamento – clausola che pone a carico dell’aggiudicatario il rimborso  delle spese di funzionamento
E’  illegittima la clausola del bando che, al di fuori dei casi espressamente  previsti dalla legge, pone a carico dell’aggiudicatario il rimborso dei costi  di funzionamento della centrale di committenza.
Art. 37  d.lgs. n. 50/2016

Il Consiglio

VISTA l’istanza singola prot. n.  162532 del 4 novembre 2016 presentata da ANCE Catania – Sezione Autonoma degli  Edili di Confindustria Catania con cui l’istante lamenta la illegittimità della  clausola del bando della gara in oggetto che prevede che «in caso di  aggiudicazione l’offerente è tenuto a versare alla Stazione Appaltante una  somma pari allo 0,5% dell’importo a b.a. quale copertura spese di funzionamento  della centrale di committenza. La dichiarazione è condizione rilevante per la  partecipazione alla gara», in quanto comporterebbe il trasferimento su soggetti  privati dei costi dell’organizzazione di una funzione amministrativa gravante  sui Comuni;
VISTA la memoria (prot. n. 2244  del 10 gennaio 2017) prodotta dalla stazione appaltante nella quale si rileva che  si tratta di una gara telematica per la quale la giurisprudenza (Consiglio di  Stato, sez. VI, 17 giugno 2014, n. 3042) ha valutato come legittima la  previsione della remunerazione dei costi di funzionamento e si evidenzia che la  spesa non grava sui concorrenti ma solo sull’aggiudicatario in qualità di  contraente con la pubblica amministrazione;
CONSIDERATO che nell’Atto di  segnalazione n. 3 del 25 febbraio 2015, con riferimento alla prassi di porre a  carico dell’aggiudicatario il pagamento di una somma a titolo di rimborso delle  spese della procedura ovvero di utilizzo della piattaforma informatica, anche  in modalità ASP (Application Service Provider), di alcune centrali di  committenza, l’Autorità ha ritenuto che « le previsioni normative di rango  primario (…) che consentono l’introduzione di meccanismi di remunerazione per  l’ente appaltante, posti a carico dell’aggiudicatario, confermano la necessità  di apposita copertura normativa per legittimare l’operato delle centrali di  committenza ed evidenziano, altresì, l’eccezionalità di una tale possibilità,  non esistendo alcuna disposizione legislativa, che in termini generali abiliti  una stazione appaltante a richiedere il pagamento di una commissione agli  aggiudicatari delle proprie gare d’appalto»;
RITENUTO che la procedura di  gara in esame non rientra nell’ambito di applicazione delle specifiche  previsioni di rango primario (art. 11, commi 3, 10 e 11, d.l. n. 98/2011) che  consentono l’introduzione di meccanismi di remunerazione per l’ente appaltante  posti a carico dell’aggiudicatario;
RILEVATO  che sulla questione posta può decidersi ai sensi dell’art. 10 del Regolamento  per il rilascio dei pareri di precontenzioso di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;

Il Consiglio


ritiene,  nei limiti di cui in motivazione che:

       
  • è illegittima la clausola del bando che, al di  fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, pone a carico  dell’aggiudicatario il rimborso dei costi di funzionamento della centrale di  committenza.

Raffaele Cantone

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 15 marzo 2017
Il  segretario Maria Esposito

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