Delibera n. 353 del 29 marzo  2017

OGGETTO: Istanza di parere  per la soluzione delle controversie ex art. 211 del decreto legislativo 18 aprile  2016, n. 50/2016 presentata da C.I.T.E. Società consortile a r.l./  Centrale Unica di committenza tra i Comuni di Torre del Greco e Trecase. Procedura  aperta per il servizio di gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani per il  Comune di Torre del Greco. Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente  più vantaggiosa. Importo a base di gara: 46.988.751,15 euro.

PREC 34/17/S

Ripartizione del punteggio  prevalente al merito tecnico rispetto al prezzo offerto. Limitazioni  territoriali alla partecipazione dei concorrenti contenute nel bando di gara.  Contenuto indeterminato del bando.

E’ legittimo assegnare  prevalenza di valore ai fini dell’attribuzione del punteggio agli aspetti  tecnici rispetto al prezzo nell’affidamento di un servizio di gestione e  smaltimento rifiuti, tenuto conto della rilevanza delle componenti tecnologiche  di attrezzature e macchinari, della delicatezza delle problematiche ambientali  connesse al servizio e della sua rilevanza per l’utenza.

Non è illegittimo prevedere  nel bando di gara limitazioni alla distanza massima in Km dal centro abitato  per la localizzazione di un ecocentro (sito intermedio di trasferimento) atto  al conferimento dei rifiuti del quale si richiede la disponibilità quale  requisito di esecuzione, se tale condizione sia motivata da esigenze di  interesse pubblico e/o organizzativo dell’Amministrazione.

Artt.95-97 D.lgs.50/2016;

Il  Consiglio

VISTA l’istanza prot. n. 175927 del 28 novembre 2016, con cui  la C.I.T.E. Società consortile a r.l. chiedeva a questa Autorità un parere  sulla legittimità del bando di gara predisposto dal Comune di Torre del Greco  per la procedura in oggetto in cui rilevava: l’indeterminatezza del contenuto  degli obblighi a carico dell’appaltatore; la previsione illogica e irrazionale  di una sproporzione tra il punteggio assegnato al merito tecnico piuttosto che  al prezzo offerto (nella misura rispettivamente del 80% a fronte del 20%); la  violazione del principio di par condicio dovuta alla limitazione territoriale  derivante dalla richiesta della “titolarità” di un ecocentro (sito intermedio  di trasferimento) per il conferimento dei rifiuti ad una distanza massima di 50  Km dal centro abitato; nonché dalla richiesta della disponibilità di un  impianto destinato al trattamento dei rifiuti appartenenti alla cd. frazione  umida e delle buste che li contengono;

VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 21 febbraio  2017;

VISTA la documentazione in atti e, in particolare, le memorie  prodotte dalle parti;

CONSIDERATO che le questioni giuridiche controverse  prospettate dagli istanti possono quindi essere decise ai sensi del Regolamento per il rilascio dei pareri di  precontenzioso di cui all’art. 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.  50;

CONSIDERATO che l’art. 95 comma 2 prevede che “le stazioni appaltanti, nel rispetto dei  principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento,  procedono all'aggiudicazione degli appalti e all'affidamento dei concorsi di progettazione  e dei concorsi di idee, sulla base del criterio dell'offerta economicamente più  vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo o sulla  base dell'elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di comparazione  costo/efficacia quale il costo del ciclo di vita, conformemente all'articolo 96”;

CONSIDERATO che nelle linee guida Anac si sottolinea  l’importanza di attribuire un punteggio limitato alla componente prezzo nei  casi in cui la stazione appaltante intenda valorizzare gli elementi qualitativi  dell’offerta oltre che scoraggiare ribassi eccessivi difficilmente perseguibili  dagli operatori  economici. Inoltre, con  la nuova direttiva 2014/24/UE è stata introdotta la possibilità, ammessa ora  dall’art. 95, comma 7 del Codice, di competere esclusivamente sulla qualità considerando  un prezzo o costo fisso. La definizione delle fattispecie per le quali è  possibile annullare l’elemento costo nell’ambito dell’OEPV è lasciata aperta  alla discrezionalità della stazione appaltante, guidata però da alcuni criteri  di ragionevole opportunità che nelle linee guida vengono dettagliatamente  analizzati;

RILEVATO che nel caso di specie all’offerta tecnica viene  assegnato un punteggio massimo pari a 80 punti su 100 e a quella economica un  punteggio massimo pari a 20; inoltre a parità di punteggio complessivo si  privilegia l’offerta del partecipante che ottenga il punteggio per merito  tecnico più alto;

RITENUTO che la natura e tipologia del contratto di appalto  per cui si concorre abbia indotto condivisibili considerazioni di opportunità  dell’ente appaltante nella scelta di valutare le offerte dando maggior rilievo  agli aspetti qualitativi delle stesse;

CONSIDERATO che, come  previsto nella determinazione Anac 3 del 17 febbraio 2010, nel comunicato del  Presidente del 20 ottobre 2010 e nella deliberazione 5 del 2010 nonché secondo  generalizzato orientamento conforme della giurisprudenza - : “i bandi di gara non possono prevedere  requisiti soggettivi dei concorrenti legati ad elementi di localizzazione  territoriale, con effetti escludenti dalle gare pubbliche o con valore  discriminante in sede di valutazione delle offerte, e non attinenti alle reali  esigenze di esecuzione del contratto ma esclusivamente ai requisiti  tecnico-organizzativi delle imprese” in quanto simili clausole  rappresentano una violazione dei principi di uguaglianza, non discriminazione,  parità di trattamento e concorrenza;

CONSIDERATO che nel caso di specie, la “disponibilità” e non  la “titolarità” di un centro di smistamento intermedio dei rifiuti  entro un limite territoriale di 50 Km dal centro abitato è  stata richiesta dalla stazione appaltante sulla base di considerazioni  ragionevoli dettate da esigenze pratiche di facilitare le procedura, snellire  le operazioni burocratiche connesse con la gestione dei rifiuti e ridurre  l’impatto ambientale del trasporto;

RITENUTO che, anche la richiesta della disponibilità di un  impianto destinato al trattamento dei rifiuti appartenenti alla cd. frazione  umida e delle buste che li contengono alla stregua delle ragioni addotte dalla  stazione appaltante di sopperire all’inadeguatezza del confezionamento da parte  dei cittadini che usano sacchetti non biodegradabili appare conseguenza logica  e proporzionata all’esigenza oggettiva e risulta conforme a quanto previsto dal  piano industriale approvato dal Consiglio comunale citato nella memoria  difensiva del Comune;

RITENUTO infine che non possa definirsi “indeterminatezza  dell’oggetto dell’appalto” la previsione di ulteriori conferimenti di rifiuti  inerenti la risulta di potature su strada da parte del Comune, in misura  residuale come documentato dallo stesso, e i cui costi sono inclusi  nell’importo a base di gara;

Il  Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, l’operato della stazione  appaltante conforme alla disciplina normativa di settore.

 

Il  Presidente ff
Francesco  Merloni

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 11  aprile 2017
Il Segretario Maria Esposito

Formato pdf 163 kb